Il calcio è un piacevole trastullo, e in Italia, dove ha fagocitato l'interesse per gli altri sport, lo è più che altrove. Quando poi entra in gioco la Nazionale, l'ultimo elemento rimasto di unione nazionale al di fuori dei confini, ebbene, il trastullo diventa orgasmo.
Tutti ci sentiamo italiani per tifare per la Nazionale. Nessun tifoso è estraneo a un altro tifoso. Sono tutti della stessa famiglia, i tifosi. Ci indignamo se i calciatori non cantano o non conoscono le parole dell'inno, addirittura critichiamo i politici "pubblicamente" se questi attaccano "pubblicamente" i calciatori. Comportamenti che in altre situazioni, più serie, non interessano nemmeno un singolo neurone del nostro cervello. Ma tant'è... Il tifo se genuino non è mica un male, no?
In questo clima da bar dello sport a 360°, si incontrano personaggi bizzarri. Alcuni piacevoli, altri meno e la compagine peggiore in questo contesto è quella dei media sportivi, impersonificata dai giornalisti. Tutti opinionisti, tutti esperti dalla penna rossa, tutti convinti di conoscere gli spigoli di questo pallone che alla fine è pur sempre rotondo, come dicono gli anziani. Ma soprattutto, tutti a bombardarci di notizie assolutamente inutili.
Tutto comincia alla fine delle competizioni per club. Negli anni delle competizioni internazionali, la finale di Champions League sancisce il diritto di cominciare a parlare di Nazionale. E allora giornali, siti e notiziari iniziano con il descrivere il cuscino che userà il Cannavaro della situazione, la colazione preferita del portiere e le stringhe speciali senza cui gli attaccanti non fanno goal in allenamento. Bene, tutto ciò prima del raduno della Nazionale. Benedetta Nazionale. Quante informazioni interessanti sulla Nazionale.
Poi comincia il raduno: ed ecco i discorsi su quante volte vanno in bagno i calciatori, sugli orari a cui vanno a letto e quelli a cui si svegliano, su quanto fanno sesso in ritiro (vuoi che una componente così importante della nostra società resti fuori dai discorsi sulla Nazionale?!?), su cosa mangiano, su cosa bevono, sui loro compagni di stanza e su altre innumerevoli amenità per le quali si potrebbero impiegare ore a scrivere. Tutto questo impegno e tutta questa dedizione al particolare comportamentistico si protrae fino alla vigilia della competizione. Da questo momento l'attenzione si sposta su due temi cruciali:
la formazione e i pronostici.
Le pagine dei giornali dissezionano minuziosamente ogni singolo convocato, e mettono insieme, non senza la preziosa collaborazione di esperti (?!?) quella che dovrebbe essere la squadra migliore, la più fresca, quella che corre di più, quella con la difesa più forte o l'attacco più prolifico. Un paio di dozzine di formazioni differenti a seconda del cervello che la partorisce in collegamento con gli avversari. Già, gli avversari. Dopo le prime 6-7 pagine/link/servizi dedicate alle probabili formazioni della Nazionale arrivano le immancabili sentenze sui favoriti, gli spacciati e le immancabili rivelazioni. Questo porta via un'altra decina di pagine/link/servizi e satura completamente la mente del fruitore delle notizie, con somma soddisfazione del giornalista interessato.
Finalmente, si gioca. E se prima si parlava di teoria, ora si giunge alla pratica: numeri e risultati.
(Noi italiani siamo incorreggibili: se si vince il merito è di tutti, se si perde, la colpa non è di nessuno)
Come sia andata per la Nazionale lo sanno tutti. Ultima in un girone con Paraguay, Slovacchia e Nuova Zelanda. Mentre accade tale scempio e la Gazzetta (bada bene, il primo e, autodefinitosi, più autorevole quotidiano sportivo italiano) si diverte a titolare "Rossi Para-guai" e "Kiwi indigesti" dopo i pareggi con Paraguay e Nuova Zelanda, tutti stanno già pensando, visto l'andazzo, a chi dare la colpa. Ma l'imputato, giudicato e colpevole, c'è già: Lippi. In fondo ha fatto delle scelte sbagliate, ma non ha fallito per quello, ma per un altro motivo. Nel 2006 ha fatto delle scommesse, e le ha azzeccate tutte, ma a posteriori le ha fatte passare per scelte motivate. Stavolta le scommesse non gli sono andate bene. Ma la parte comica non riguarda gli imputati, bensì i giudici, gli immancabili giornalisti: Salvatore Bagni su Raiuno dice "beh con un pareggio con la Slovacchia, magari grazie a quel goal annullato, saremmo passati". In studio, Marco Mazzocchi e la giuria di esperti che lo circonda annuiscono compiaciuti. No, scusate: si fanno 2 punti (due!) su 9 contro Paraguay-Slovacchia-Nuova Zelanda e si guarda il goal annullato? Sarebbe stato gratificante essere buttati fuori da Olanda o Germania con 3-4 goal al passivo come è successo al povero Fabio Capello? Affrontare squadre che si possono permettere di tenere in panchina i vari Fabregas, Milito, Robinho, Lampard con Marchisio, Criscito e Iaquinta? Però, certo, il goal annullato... Noi incorregibili.
Smaltita la "delusione" eliminazione della Nazionale, ma con i processi mediatici che continuano imperterriti si guarda l'erba del vicino. Mai sfottere prima di sapere il proprio destino, vedi Francia (a proposito, che simpatici i giornali francesi dopo la nostra eliminazione...). E poi, appunto, non potendoci più trastullare con la Nazionale scatta la scommessa: chi azzecca il vincitore?
Dopo i gironi la prima sentenza: avanti la maggior parte delle sudamericane e Ivan Zazzaroni (sempre lui e la sua folta chioma...) chiosa "vince il calcio sudamericano, quello degli esportatori di calciatori, contro quello europeo che i calciatori li importa...", peccato che si giochi in 11 e puoi anche esportare 3000 giocatori, ma se hai 11 fuoriclasse ognuno nel suo ruolo, vinci lo stesso.
E ancora: è l'anno delle sorprese, Ghana, USA, Giappone, Paraguay... Tutte fuori praticamente agli ottavi, tranne quelle squadre che non hanno incontrato una corazzata per benevolenza del tabellone...
Ma la goduria maggiore arriva poco prima dei quarti di finale: la Spagna, che ha superato il Portogallo, ha un quarto facile, e l'altro è tra le due sorprese Uruguay e Ghana (finito tra pallavolo e rigori...), mentre dall'altra parte ci sono due "finaline", Argentina-Germania e Brasile-Olanda. Maradona è osannato dal solito Bagni e da Collovati come il perfetto CT amato dai suoi, e il pirotecnico Brasile fa rievocare quello degli anni '90. Mario Sconcerti (colui che ha sostituito Giorgio Tosatti...), dalle colonne del Corriere tuona "Argentina e Brasile sono più mature, sono favorite per il passaggio alle semifinali...". Poi, Maradona ne prende 4 dai giovanotti-panzer-crucchi e Dunga si fa infilare da Sneijder, uno che lo scorso mercato è stato scartato dal Real Madrid.
Risultato: in semifinale 3 europee e l'Uruguay... Vero Zazzaroni? Meglio esportarli i calciatori...
Le semifinali sono in corso, e l'Olanda (povero Uruguay, non ha scampo...) affronterà una tra Germania e Spagna. Tutto quello che si dirà non lo posso sapere. E francamente non mi interessa, tanto sarà sbagliato.
Come concludere? Che il 2010 è l'anno nero per il calcio italiano: Italia fuori ai gironi eliminatori con vergogna, e Fabio Capello defenestrato dalla Germania. Del resto era auspicabile: la Champions l'ha vinta l'Inter, l'unica italiana senza italiani in campo.
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