Credo di essere il viaggiatore perfetto. Non perchè non sia mai in ritardo o non sbagli un volo, treno, coincidenza... Ma semplicemente perchè non do fastidio.
Quando devo fare una coda sto sempre al mio posto senza sopravanzare nessuno. In treno sto seduto al mio posto e non infastidisco il mio vicino o colui che ho di fronte. In aereo non cerco mai di fare il furbo e prendere un posto che non è mio perchè magari non me l'hanno dato come volevo al check-in. In autobus (ebbene si, anche quello è viaggiare) non mi fermo davanti alle porte e lascio il posto alle vecchiette...
Si, senza falsa modestia. Sono il viaggiatore ideale per il prossimo che si avvicina a me. Sono colui che vorrei incontrare quando viaggio anch'io. Peccato che non ce ne siano molti come me.
Le persone, e gli italiani per primi, danno il peggio di se quando viaggiano. Perchè credono che il mezzo che hanno appena preso si trasformi magicamente in casa loro quando ci salgono.
IL TRENO: causa viaggi più o meno lunghi, è la scena del delitto perfetto.
Tu che hai una piccolissima valigetta e vorresti metterla sopra la tua testa ma non puoi... perchè il tuo vicino, che ha sei valige enormi, ha occupato completamente tutti i portabagagli dal tuo lato e da quello opposto.
Appena sali su un treno poi... soprattutto sui nostri beneamati Frecciarotta, ti rechi al tuo posto, prenotato, tutti hanno posti prenotati... arrivi e trovi qualcuno seduto che ti dice "scusi posso sedermi io qui? vorrei stare al finestrino...", e tu "no, mi spiace... ho pagato per quel posto" quando in realtà non te ne frega un cacchio, ma lo fai solo perchè ti hanno rotto i maroni. Oppure quelli che viaggiano in due e ti dicono "scusa, non siamo riusciti ad avere posti vicini, ci cederesti il tuo, e ti siedi in uno dei nostri, è dall'altra parte della carrozza...", solo che loro vanno magari da Milano a Roma, e tu da Milano a Napoli... ti siedi a quel posto, poi a Roma ne sale il legittimo proprietario... tu gli spieghi l'accaduto, torni al TUO posto, ma scopri che nel frattempo è stato occupato da qualcun'altro a cui devi spiegare di nuovo tutto, e la cosa ti causa una fastidiosa circumnavigazione delle palle intorno alle cosce.
E poi... quelli che si tolgono le scarpe. Ma dico io, quanto fate schifo? Calzini di spugna, calzini rosa, calze mezze rotte... non avete un minimo di buon gusto? Magari tu, moglie stanca, ti togli le scarpe e metti i piedi sul sedile di tuo marito seduto di fronte a te per farti massaggiare i piedi... e io devo sorbirmi questa tortura per le quattro ore e mezzo di viaggio...
IN AEREO: gli italiani quando volano sono unici, ma senza vanto.
Il cellulare in aereo deve essere spento. Personalmente lo spengo subito dopo aver consegnato la carta d'imbarco, salendo sul simpatico autobus che ti porta al mezzo. E invece a porte chiuse ancora persone che mandano l'ultimo SMS o parlano al telefono finchè la hostess, che passa per stronza, li riprende... Stesso sordido spettacolo all'atteraggio. Il messaggio che termina con "... tutti gli apparecchi elettronici devono rimanere spenti fino all'apertura delle porte" non fa in tempo a terminare che già senti tremila suoni di messaggi ricevuti mentre il telefono era spento... ma chi cazzo vi stava scrivendo? Il Papa? Oppure "... i signori passeggere sono pregati di rimanere seduti fino al completo arresto dell'aeromobile", e intanto tutti sono già in piedi a prendere i loro bagagli, come se fosse una gara a premi. Già, i bagagli... anche qui... il bagaglio a mano di dimensioni precise... va a puttane... Valigie enormi che non sai da dove sbucano occupano tre scompartimenti bagagli, e tu , ancora, non sai dove mettere la ta tracolla... E se hai la fortuna di arrivare prima di loro... te la spostano, le la schiacciano... tu protesti "ma scusi!!" e loro "beh, mica può starci solo lei", e lì partono gli insulti differenziati a seconda del soggetto che si ha di fronte...
Menzione particolare: il posto al finestrino. Al check-in lo chiedo sempre. Così, perchè mi piace. Poi sistematicamente ci trovi qualcuno seduto. "Scusi, quello è il mio posto" gli fai, e lui "me lo cede? vorrei stare al finestrino", e io "perchè non l'ha chiesto allora?", e lui "me ne sono dimenticato...", e io "bene, io no quindi lei si siede da un'altra parte". E dire che te lo chiedono anche! "Corridoio o finestrino??"... il fatto che tu faccia il superiore senza chiederlo, e poi il furbo piazzandociti, ti rende stronzo, non meritevole di alcuna gentilezza.
IN AUTOBUS: la fauna cittadina affamata di cazzi propri.
Prendere un autobus è un'azione abbastanza semplice. Si sale. Se ci sono posti liberi ci si siede. Si cerca di non dare fastidio. Si scende alla propria fermata. Tutto ciò in Italia diventa un'operazione abominevole. Quando l'autobus (vuoto!!!) arriva, le porte si aprono, e trovi un imbecille piazzato davanti alla porta: ma cretino che non sei altro, con tutto il mezzo libero proprio lì ti devi mettere? Superi l'imprevisto, sali e ti siedi. Sale la vecchietta di turno, che con tutti, e dico tutti, i posti liberi vuole proprio il tuo. No, non te lo do! Gentile si, ma farsi prendere per il culo no, visto che non hai nulla a cui pensare non puoi venire a rompere a me! Quando poi devi scendere ti trovi tutto il mondo tra te e la porta... chiedi permesso... nessuno si sposta... Devi passare comunque... li strattoni... si voltano verso di te imbestialiti. A quel punto te ne fotti. Il viaggio è finalmente concluso.
I BAMBINI: valido per qualunque viaggio, possono renderlo un incubo.
Ogni volta che affronti un viaggio, ti auguri che nei posti accanto al tuo non ci siano bambini, di qualunque età essi siano. Perchè? Semplice... rischi di arrivare a destinazione irritato e con un mal di testa allucinante. Il secondo a causa del casino che ti ha circondato, il primo a causa delle discussioni coi genitori. Si perchè se al bambino che fa rumore, gioca, urla, e nei casi di neonati, piange, per tutto il viaggio non puoi dire nulla, ai genitori si. E quest'operazione spesso si trasforma in una guerra vera e propria. Tu mamma (nella maggioranza dei casi è una donna...) devi farlo smettere. E se ti dico, gentilmente "signora, mi perdoni, potrebbe calmare il bambino? ci sono quattro ore e più di viaggio..." tu non mi rispondi "beh è un bambino, cosa ci posso fare". Ma brutta cessa, sei mica a casa tua (ovviamente non lo dico in questi toni... anche se vorrei...), sto marmocchio lo devi far tacere, o faccio volare fuori dal mezzo te e lui.
Quando si viaggia si possono fare anche conoscenze interessanti, ma bisogna avere almeno un po' di tranquillità. Tutto ciò, o almeno una parte di quanto scritto accade ogni volta che viaggio.
Allora mi domando: ho io una faccia da pirla tale che le persone si comportino così? O sarà solo sfiga?
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